Da sempre l'uomo ha calzato qualcosa: corteccia d'albero o pelliccia. Più tardi quando inventò l'ago, l'uomo incominciò a confezionare scarpe più comode, in pelle d'animale ammorbidita o in canapa intrecciata e tessuta.
Nell'antico Egitto si calzavano sandali composti da una suoletta munita di lacci da annodare al collo del piede. Naturalmente i sandali dei re e degli alti funzionari di corte erano impreziositi d'oro. Nell'antica Grecia le donne portavano alti sandali di cuoio rosso, mentre gli uomini indossavano stivaletti alti, ornatie rilucenti.
Nell'antica Roma ogni classe sociale calzava scarpe differenti: i senatori portavano sandali chiusi, bianchi o neri, mentre il colore rosso era riservato agli imperatori; le donne patrizie avevano stretti ed eleganti sandaletti d'oro.
Nel Medioevo si diffuse la scarpina con la punta lunga di pelle foderata e cucita in modo da aderire al piede come la calzamaglia.
Dal Rinascimento fino alla fine del Settecento uomini e donnecalzavano scarpe finemente ricamate e con tacchi alti, mentre in ogni parte d'Europa la gente comune doveva accontentarsi di zoccoli di legno.
Attualmente le calzature di maggior pregio vengono realizzate, con materiali di pregio, completamente a mano.
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